L’Amour

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Tace il mondo
nel mio sospiro,
mentre due cicogne,
al di sopra
della lente del faro
che va spegnendosi,
l’un l’altra si scaldano.

Ambrate perle di brina
ai primi raggi di sole
su trame di tele di ragno
brillano e tremano,
e un sommesso
alito di vento
dai tristi pensieri
mi distoglie.

Desiderio m’è
di cercar rifugio
fra le pagine
dei miei diari
di sogni e fantasie
straripanti.
Quanti gli scritti
d’innamorarmi
e d’amor morire,
non so dire.

Tremanti
ma aperte le palpebre mie,
e dischiuse le frementi labbra
che l’amor tuo vorrebbero leccar
dal collo in giù.

Sol vorrei forte arrossir
come se fossi tu neve
in una strada assolata d’amor.

La mia amica bimba

E’ Tiffany la  mia gattina tigrata,
impertinente  e sfacciata .

Con passo felpato
si  adagia sul mio letto e
si mette a ronfare felicemente,

poi indugia e miagola facendo le fusa
la guardo negli occhi socchiusi è furba  vuol  la pappa
pare un bimba,  si stende, mi coccola
si rovescia mi accarezza con le zampe
gioca, gioca di nuovo,
poi stanca, si addormenta soddisfatta

Happy Weekend


La notte si veste di velluto mentre la luna si presenta con abitino elegante,
con vertiginoso spacco e scollatura ampia sulla schiena.
Entrambe, notte e luna, truccate poco solo per dare un tocco di colore ai loro perfetti visi.
Attendevano un lampo, che si presentò vestito di viola, capelli disciplinati da un filo di gel, impeccabile nel suo vestire.

Accesero qualche stella, s’accomodarono fra le nubi, dando così inizio alla cena.
Buon S. Martino!

spensieratezza, dove sei?

Ultimamente mi capita di sorridere sempre meno, ho lasciato che i problemi prendessero il sopravvento e mi togliessero la mia capacità  di ironizzare su me stessa e sulla vita!
Io che ho le rughe ai lati della bocca per le troppe risate, io che ho sempre cercato la positività  anche nei momenti più bui, guardo al futuro con aria crucciata.

Così mi sento a disagio, come se indossassi un abito sbagliato, come se guardandomi nello specchio non riuscissi più a riconoscere il mio volto. Chi è quella sconosciuta che mi fissa con quello sguardo così preoccupato?
Sono io, in una veste insolita.

Sono io,  imbruttita dagli eventi e dalla mancanza di speranza, per cosa? Un po’ per tutto: per questo mondaccio che ospita troppi cialtroni e approfittoni, perché le case crollano con i terremoti, perché i vigili fanno le multe, perché ho paura che i tramonti nascondano illusioni, perché il tempo passa in fretta, perché ho paura del buio e delle ombre inquiete della troppa luce.

Ho paura di tutto stasera, è per questo  voglio un po’ di spensieratezza, in fondo anche il cielo è sereno.
Voglio  una scorpacciata di risate.

Fabulous Weekend!

Prima che la notte lasci spazio al mondo,
prima che i folletti tornino alle loro case
prima che le stelle si addormentino dietro la loro nuvola preferita,
ogni sogno ostile, si deve sciogliere in uno scrosciante pensiero positivo.

Fabulous Weekend!

2 Novembre

 Siamo mortali. Nessun uomo è mai scampato al suo destino che è di andare incontro alla fine, prima o poi. Ma se è vero che all’orizzonte un cielo nero, e anche vero che finalità dell’uomo è di lasciar di sé una traccia, una qualunque, lasciar dunque, per esempio, i propri figli perché proseguano il cammino della vita e dell’evoluzione; o anche attraverso l’arte, perché l’arte, o artifizio come dicevano i greci, è un modo per emulare dio e avvicinarsi a esso, perché fare arte significa creare qualcosa che prima non c’era, ecco dunque che una canzone, un quadro, una poesia fanno sì che la memoria dell’uomo non si perda e che possa esser trasmessa alle generazioni future affinché possano emozionarsi. E noi tutti siamo di sentimenti, di emozioni, in virtù del fatto che abbiamo un’anima.

by Giuseppe Iannozzi

UFFY

by Giuseppe Iannozzi

Ti perdono perché sai e non sai chi sei,
perché mi fai intenerire e intristire,
tu, gattina dalla pioggia bagnata
che miagola alla porta di casa mia

Ti perdono perché sei piccola e ingenua,
perché prima d’esser regina sei bambina,
perché sei la sola stella che in cielo brilla
e mai si stanca di scacciar il buio d’attorno

Ti perdono perché senza i tuoi dispetti
perdo la gioia di ridere per un niente
e insieme a te tornare un po’ bambino
Ti perdono la parola sbagliata e scagliata
facendo subito centro su di me sbruffone

Ti perdono se perdonerai me
d’esser sempre tale e quale,
Ti perdono perché son brutto,
un diavoletto da tutti sputato
e sol da te in seno raccolto

Ti perdono perché…
perché di te non so far a meno

Ottobre ci lascia

Mentre la natura scompare dietro una fitta nebbia, tutto il resto sembra essere irrilevante rispetto alla enorme distesa di foglie, mi trovo affascinata dai funghi che spuntano un po’ ovunque dopo un giorno di grande pioggia, ne ho notato tanti immersi tra migliaia di bacche e foglioline tanti funghetti carini carini, non so se si possono mangiare, ma osservare sì ed essere semplicemente felici e contenti.

     

Nonnino

Nonno, cosa vedi… gli infermieri forse? Cosa vedi?
A cosa pensi quando mi guardi?
Uomo irascibile, vecchio, nelle abitudini incerto,
con gli occhi lontani che dribblano il cibo,
non dai alcuna risposta.
Quando ad alta voce ti dico:
“Io voglio che ci provi, mangia!”,
sembra che tu non t’accorga delle cose che fai.
Non vedi, stai perdendo una calza o la scarpa?
Chi può resistere!
Non posso però permetterti di fare quel che vuoi.
Bagno e alimentazione:
con questo solamente la lunga giornata da riempire.
E’ questo che stai pensando? E’ questo quel che vedi?
Poi apri gl’occhi sull’infermiera…. Lei non ti guarda.
Te lo dico io chi sono,
e mi siedo accanto a te immobile.

Mi hai detto giusto ieri:
“Giorni bui sono su di me,
tua nonna è vecchia e brontolona.
Se guardo al futuro mi vengono brividi di terrore.
Devo sempre far pipì, il pappagallo sempre a ogni ora.
Tua nonna mi dà la purga ed io la faccio ovunque.
La mia casa,
che ci sono voluti decenni per costruirla…
E penso agl’anni e all’amore che ho conosciuto.
Ora sono vecchio e la natura è crudele.
E sembra uno scherzo, la vecchiaia mi rende pazzo.
Il corpo si sbriciola. Grazia e vigore si perdono.
Una pietra adesso dove una volta ho avuto un cuore.
Ma dentro questa vecchia carcassa
un giovane la abita ancora;
e di tanto in tanto il mio cuore si gonfia
e si sente maltrattato e amato.
Mi ricordo le gioie, mi ricordo il dolore.
E sto amando e vivendo la vita di nuovo.
Credo che gli anni, troppo pochi,
siano passati troppo in fretta.
E accettare il fatto nudo e crudo
che nulla può durare è difficile.
Apro gli occhi, e le persone mi dicono
tutto quello che io dovrei fare.
Non sono un uomo irascibile,
sono soltanto vecchio ed ho bisogno di tutti”.

 


Guardami nonnino, io sono a te vicino,
e quando non ci sono io ci sono i miei fratelli e cugine,
e quando non ci siamo noi ci sono i tuoi figli.
Non ti lasceremo solo mai, mai solo.
Apri gli occhi…  vedi…. ME!

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