In bilico

Sto nella mia stanza,
penso,
mi trovo sola,
ma sto bene,
sto io con me.
Mi illudo, piango,
forse resterò triste,
forse no,
ma perché?
cosa voglio?
cosa ho?
Magari lo sapessi.
Se conoscessi almeno la metà
di ciò che mi tormenta
non starei qua,
in bilico tra lacrime e lamenta! :)

Gennaio vestito di bianco

di Romantica Vany & King Lear

Giardini imbiancati
nella fantasia mia mutano
in dolci spolverati
di zucchero a velo.

Sui vetri umidi disegno
parole di marzapane;
vicino mi bisbiglia
in un sussulto il mio micino:
“tu muta al muto,
ti soffio e cadi e volteggi
fioccando tra aria e gelo”.

Gennaio, eccoti vestito di bianco,
indocile e impetuoso, innamorato
e incatenante, ci regali tu il candore
d’un sempre paesaggio da te coperto.

Emozioni su emozioni volan piano
sul seducente calor del fuoco,
planano e infine lievi bruciano
le loro ali; e noi fermi ad ascoltare
delle fiamme le lingue crepitanti;

il tuo tocco reclama baci
al pari di quell’immensa poesia
che infiamma del cielo le labbra.

Colpa del vin brulé buttato giù,
o di quel vino rosso speziato
che anima e corpo riscalda ben bene,
sinfonie mai scritte da Beethoven
mi ronzano negli orecchi
e subito fan nido nel cuore eccitato.
Un sorriso s’accende sul volto mio
un poco arrossato; e allungo la mano
per pizzicarlo, quasi fosse una farfalla,
mentre sul davanzale cinguetta forte
un piccolo passerotto affamato.

accanto a te.

Lascia che mi stenda accanto a te.

Lascia che il tempo rinunci
al suo silenzioso incedere
e attimi di pura irrealtà
scivolino sulla pelle.

Lascia che le mie palpebre si chiudano.

Lascia che siano i tuoi occhi
ad aver cura del mio abbandono,
alla luce ambrata del tramonto
e cullami il fluire dei pensieri.

Non aver paura di accarezzarmi,
il tuo tocco scioglierà
ogni mio timore, in un brivido.

Lascia che io sia.. qualcosa per te.

Favoletta

«È proprio un bel fiore!» disse la donna, e baciò i petali rossi e gialli, ma mentre lei lo baciava, il fiore, con uno scoppio, si aprì. Era proprio un tulipano, ora lo si poteva vedere, ma in mezzo al fiore, sul pistillo verde, c’era una bambina piccolissima, delicata e graziosa; non era più grande di un mignolo e perciò venne chiamata Mignolina.
Come culla ebbe un bel guscio di noce laccato, petali di viola azzurra erano il suo materasso e un petalo di rosa la coperta così dormiva di notte, ma di giorno giocava sul tavolo, dove la donna aveva messo un piatto pieno d’acqua con tutt’intorno una corona di fiori, coi gambi immersi nell’acqua. Lì galleggiava un grande tulipano e Mignolina vi navigava da un lato all’altro del piatto; per remare usava due peli di cavallo. Era così graziosa; sapeva anche cantare, e così bene non si era mai sentito prima.
Una notte, mentre dormiva nel suo lettino, entrò un brutto rospo femmina saltando dalla finestra, che aveva un vetro rotto. Il rospo era sporco, grande e bagnato e saltò proprio sul tavolo, dove Mignolina dormiva sotto il petalo di rosa rossa,e si fermò incantato a guardarla.

estatto della fiaba originale scritta da:
Hans Christian Andersen

Oltre il buio, la luce

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Nell’oscurità
delle stelle il luccichio.
Al cielo volgo lo sguardo,
fra le stelle sperando
di perdermi.

Lungo la spiaggia deserta
a piedi nudi camminavo
e del mare udivo
delle onde il ruggito
che contro gli scogli
presto andava smorzandosi;
e il fresco della sabbia
accusavo sulla viva pelle.
Dal vento salino commossa,
impegnata a seguire
delle onde il moto,
non dimenticavo d’affondare
le mani nella sabbia
per farne clessidra
cercando di contare
i granelli uno a uno
lasciandoli liberi
di scorrermi fra le dita.
E mi scoprivo felice.
Mai avevo compreso appieno
come fosse possibile…
le nuvole pesanti e scure
lungo un cielo luminoso distese.
La vita, così strana
e sì tanto meravigliosa;
un giorno ti svegli
e per incanto t’accorgi
che quello che sol ieri
t’appariva difficile in realtà cosa
che con la semplicità solamente
può esser risolta in meno d’un niente.
Il momento principe dell’alba
con somma pazienza ho atteso;
e dalla luce sorpresa
ho infine compreso
che mai scomparsa era veramente;
sempre presente lei,
sempre pronta a mostrarsi
allo sguardo dopo una preghiera
al cielo levata.

Fulgenti come le stelle
che vedo lassù

è bello sapere che dietro
al sudario delle nuvole
l’anima più intima e genuina
della natura si nasconde
aspettando di risorgere.

Eppur ancora così poco so
dei tanti misteri della vita.

Sbrilluccicoso

Oggi mi sono comprata un cerchietto a pois, delizioso e incredibilmente anni ’60, oltre a un sacco di altre cose buffissime.
Ho scoperto che in un dito ci stanno quattro bucaneve. Avrei voluto chiederlo alla signora che li sgranocchiava prima della piscina, ma non mi pareva il caso…  Proverò io.  Lo stesso giorno che conterò e classificherò tutti i canditi del panettone. Pare infatti che esattamente il 70% siano pezzettini di cedro. Perché si sposa meglio con la vaniglia. Ma il panettone sa di vaniglia? Bah…
Luccicava stasera il cielo sotto un tramonto dipinto di rosa che toglieva il respiro, sola con l’aria fresca che confondeva i pensieri. In questi giorni è tutto così sbrilluccicoso, luci ovunque che rendono tutto così magico e stupendo, peccato che tutto stia per finire. E’ sempre così: le cose belle durano poco..

Dolce Notte :)

Un nuovo inizio

Un nuovo inizio …
Quest’anno prometto a me stessa di essere più puntuale,
prometto di essere più organizzata in pensieri, parole e azioni,
per aiutare tutti coloro che posso in ogni modo possibile,
prometto di non trovare, ingiusto e stravagante
lodare chi se lo merita soprattutto, e di abbracciare cose nuove e meravigliose.


il tempo è infinito,
noi purtroppo o per fortuna non lo siamo.

Capodanno

Ci sono libri, ci sono dei testi, a noi famigliari, che abbiamo imparato a gradire sui banchi di scuola.
Poi il tempo passa, le loro parole rimangono in soffitta però in questi periodi riemergono .
E così mi sono ricordata la Filastrocca di Gianni Rodari, che so a memoria imparata sui banchi di quarta elementare.
E pensandola oggi ne ho assaporato i significati più profondi.
La trascrivo per condividerla con Voi:

Filastrocca di Capodanno:
fammi gli auguri per tutto l’anno.
Voglio un gennaio con il sole d’aprile
un luglio fresco, un marzo gentile.
Voglio un giorno senza sera
voglio un mare senza bufera;
voglio un pane sempre fresco
sul cipresso il sole di pesco.
Che siano amici il gatto e il cane,
che diano latte alle fontane.
Se voglio troppo non darmi niente
dammi una faccia allegra solamente.

E’ Bellissima  convenite? :)

Felice 2013!

Il cielo era grigio. Qualche fiocco di neve scendeva, l’aria fredda tagliava il viso come una lama, nelle strade mucchietti di neve spalata, ghiaccioli a penzoloni dalle grondaie delle case.
Infagottato in un paltoncino rappezzato, scarpe tutte rotte, mani intirizzite cosparse di geloni ed un passamontagna grigio in testa. Era 2013. Che andava a bussare alle porte per chiedere l’elemosina.

Mia nonna l’ha incontrato ed appena l’ha visto ha gridato: “Mamma mia bambino, con questo freddo entra a riscaldarti“; poi con le mani nei capelli e gli occhi lucidi come un lamento ha sussurrato… “Benedetto caro il mio bambino, non ho neanche più le briciole di un quattrino. Ma se vuoi un po’ di latte te lo do.


Auguriamoci che il 2013 sia meno asfissiante del 2012!
Siamo stufi dei nostri governanti, di gente maleducata, irrispettosa e corrotta
che sa farci solo uscire più poveri.
Auguriamoci che il nuovo bambino 2013 ci porti un po’ di tranquillità :)

Auguri a tutti di tanta salute e serenità!

AuguriSSimi! Buon NataliSSimo!

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

A volte arriva, e arriva presto un brivido di Speranza…
Un brivido d’un momento spaventa i nostri sensi in un mattino altrimenti insignificante.
Gli occhi chiudiamo veloci cercando così di raccogliere in un attimo – che è di magia – i pensieri nostri, come addormentati su una tavolozza di sbiaditi colori che vanno dal grigio ghiaccio al verde smeraldo. Istintivamente l’anima si protende per cogliere il fiore più bello che è in noi, ma non si fa a tempo: d’improvviso ogni immagine si fa di nebbia, di neve in tempesta. Lontano è però delle campane il suono, un trillo quasi inaudibile, mentre nel cuore fatica a stemperarsi l’immagine bella dello spirito del Natale con il suo rosso acceso.

Ogni Natale è una fantasia e una magia, proprio come quand’eravamo bambini, innocenti e con lo spirito versato alla Speranza.

Il Bambino nella mangiatoia. Biscotti di zucchero con puntini scarlatti. Canti natalizi. Regali. Abiti di velluto. Ogni singolo elemento delle vacanze Natalizie era ieri incanto tangibile, mescolato a quello spirito che potremmo definire “tutti insieme appassionatamente”. E proprio questo spirito ha saputo creare un magico incantesimo, di bontà e di speranza, che io credo non si possa metter in discussione, perché ha riempito i nostri cuori e i nostri animi con un calore senza pari per tutto il resto dell’anno.

L’età adulta porta e ruba allo stesso tempo, molte cose, belle o brutte che siano. Si diventa più responsabili, e in un certo qual modo, per la maggior parte di noi, anche meno innocenti. Da subito sappiamo dove sono stati nascosti i regali, mentre giusto ieri, nella nostra innocenza, non lo sapevamo mica, credevamo infatti che dal camino di casa nostra si calasse giù Babbo Natale con un sacco di regali, a patto però che nel corso dell’anno fossimo stati dei bambini bravi e giudiziosi. Ed era bella, molto bella l’attesa, goder l’avventura dell’attesa, di non sapere che doni avremmo trovato sotto l’albero di Natale vicino al Presepe. E poi, le cartoline, colorate spiritose frizzanti, da leggere e ammirare con occhi estatici tra una fettina di panettone e un’altra. Ah l’infanzia, che miracolo di piccina bellezza!

Mi chiedo io come sarà il Natale oggi. Mi fa tremar l’idea che l’intera stagione possa scivolar via, fra le mie dita, senza lasciar traccia alcuna di ricordi. Se solo avessimo a nostra disposizione il tempo, e soprattutto la buona volontà di pensare, con animo gentile, agli accadimenti di tutti i giorni – che nel bene e nel male hanno fatto la Storia – , probabile è che una stilla di bontà salverebbe i nostri cuori dall’aridità.

Accade poi che una sera ci si ritrova seduti intorno al lume d’una candela, cantando con voce rotta di commozione, intonando una preghiera , e, d’improvviso, come quand’ero bambina, scoprire che proprio come allora ancor oggi fatico a raggiungere la nota più alta di “Tu scendi dalle stelle”. Ed ecco così che, quasi per caso, sulle ali d’un sussurro, l’antica meraviglia ritorna, l’emozione della Speranza che è il dono più grande del Natale. Chiudo gli occhi e ricordo la dolcezza; e ritrovo la mano di chi mi ama e, di nuovo, tornano vivi tutti i colori e la luce, i regali e l’amore.

La fantasia del Natale d’un bambino non si perde, galleggia invece in noi, tra le brezze della memoria.

Se fosse in mio potere, vorrei a tutti voi recare un piccolo dono, ma sol vi posso augurare che un dolce brivido di Speranza possiate sentirlo insieme a me e a tutti coloro che amate in questo santo Natale.

MERRY CHRISTMAS…

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