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Estate

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Volevo il sole
per guardare
quell’inspiegabile meraviglia
che si chiama Natura.

Ciliegie, albicocche,
cocomero e melone,
cetrioli d’insalata
nel gazebo della via,
un ragazzo, li vende.

Guardo lui
che prende e tocca quei frutti,
sorride,
porgendo colori e sapori:
sembra ne faccia parte.

Penso a lui, da lontano
le note di una canzone
mentre allo specchio
rimango a rimirarmi
il morbido costume rosa.

Un lungo sguardo in alto
attraverso la sera
tra lampi di fuoco e lingue di calore
una stramba nuvula
si cela dietro la superluna.

Alberi di limoni,
colorano e profumano l’aria
rimbalza l’estate
fra uno scoglio di mare
e l’odore di salsedine.

Ripenso al colore della tua pelle
al tuo sguardo inquieto
e a quella strana voce che ti appartiene:
tu puoi far sentire allegro il mondo.

Un lampo, un pensiero
baci e ciliege
un momento d’amore
vorrei da te farmi possedere
per scivolare nel più profondo
piacere.

Le Avventure di Paolo

vany-ciliegie

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Paolo, mio nonno, è seduto in giardino, sulla sua sedia preferita.
Ai suoi piedi c’è Bobo, il nostro vecchio cane che finge d’esser mezzo assonnato.
Gli sono rimasti pochi denti. Ma stasera ha lasciato chissà dove la protesi dentaria e gl’occhi gli sorridono.
Gli offro un gelato e subito gli chiedo il motivo per cui sorride.
Sto pensando”, dice, “ho lavorato tanto, ho vissuto una vita piena di amore e di dolore anche, e quando ti scopro così giovane ed aggraziata non posso far a meno di pensare all’amore che ho provato per tua nonna, così pazza che mi si negava sempre.
Poi, un bel giorno, scoprimmo d’esser innamorati l’uno dell’altra. Fu il nostro un amore davvero grande e abbondante. La nostra vita insieme si fece favolosa, sfavillante, nel segno dell’amore e del reciproco rispetto.
Ma nonno, cosa dici? Non li leggi i giornali, non la vedi la tivù? Come fai a tener viva questa tua purezza d’animo?
E lui, serafico: “Io sono certo d’esser nato con addosso la camicia della Madonna, sono stato benedetto; ed ho ancora tanto da dare… vivo la mia vita senza preoccupazioni perché ho sempre rispettato il prossimo.
Le rughe sulla sua faccia sono una cartina geografica piena di geroglifici da decifrare. Capisco che è un uomo che per la vita intera ha lavorato duro, che quello che ha ottenuto l’ha ottenuto con il sudore della propria fronte affrontando a testa alta tanti sacrifici, ma anche speranze e promesse infrante. In tasca pochi soldi, ma sempre nei campi a coltivare rendendo fertile quella terra che altrimenti nessun frutto avrebbe maturato alla luce del sole. Nonostante i pochi soldi in tasca, vestito coi soliti vestiti, uguali per i giorni lavorativi e di festa, il nonno è riuscito a tirar su una famiglia numerosa senza mai perdere la fiducia in se stesso. E ancor oggi è un inguaribile ottimista: non si lamenta della vecchiaia, come invece fanno altri della sua età. E’ sereno, sorride con la bocca sdentata e gl’occhi sono invasi da un giovanile scintillio di vita che ti fa capire che il meglio deve ancora venire.
Curiosa al pari d’una gattina, in questa sera così adamantina, gli chiedo di continuare a raccontarmi di sé, e lui non si fa pregare:  “Ho visto la mia parte di meraviglie, tu non hai idea di quanto sia bello il sole quando si leva al mattino, ti par quasi d’essere in un’altra dimensione… poi il grano bello maturo, giallo giallissimo. Devi sapere che ai miei tempi non c’era la mietitrebbia; di notte noi raccoglievamo il grano falciando e cantando sereni, ed eravamo tutti amici e tutti poveri ma ci rispettavamo.
Si prende una pausa e mi sorride, è tornato giovincello, così attacca a cantare “Bandiera rossa”:  «Avanti o popolo, alla riscossa,/ Bandiera rossa, Bandiera rossa/ Avanti o popolo, alla riscossa,/ Bandiera rossa trionferà./ Bandiera rossa la trionferà/ Bandiera rossa la trionferà/ Bandiera rossa la trionferà/ Evviva il comunismo e la libertà./ Degli sfruttati l’immensa schiera/ La pura innalzi, rossa bandiera./ O proletari, alla riscossa/ Bandiera rossa trionferà. »
Poi mi dice, con voce sicura, che anch’io un giorno canterò le canzoni della mia vita, del mio cuore, fino a quando avrò un alito di fiato in gola. Ed è a questo punto che mi domando io come fanno a dire che c’è l’arteriosclerosi: il nonno ha soltanto bisogno dei suoi sensi, dell’amore con cui ci ha nutriti. Se mai un giorno dovessero fargli cilecca i ricordi, saremo noi la sua memoria, saremo noi a ricordare per lui e lui sarà felice.
Bobo si scompone in un morbido gesto, mentre il nonno se la ride. E’ giunta l’ora del goccetto. Quand’è sera gli piace scolarsi un bel bicchierino di sambuca ma con dentro un chicco di caffè, che lui volgarmente chiama ‘mosca nera’.
Sorride il nonno. Lui sì che è uno che non passa inosservato.
In segno di saluto mi stringe la mano, poi mi bacia strusciando la sua barba contro la mia guancia, proprio come quand’ero piccina.
Buonanotte Nonno, il Signore ti protegga sempre. A domani.

Il mio nonno è pazzo, ma se non lo fosse non lo adorerei così tanto.
Emozionata e un poco stordita mi allontano con gl’occhi gravidi di lacrime di felicità.

Che bello che è il mio nonno, ha sempre un sacco di storie da raccontare: alcune sono un po’ tristi, la maggior parte però sono molto divertenti, tutte da ascoltare. Sono davvero fortunata.

Benvenuto Giugno

romanticavany-gelsomino321di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Tra vento e pioggia
largo l’eco si dispone
perché sia chiaro
del matrimonio
l’annuncio.
Crocchi di gente
sotto il verde
degl’alberi nascosti
parlottano,
ridono piano.
Sulla testa gli uomini
ben bene calcano
il cappello a cilindro,
mentre le donne
di vivo pizzo vestite
il gentile piedino
lento lo muovono
perché non sia
il fango ad aver
della bellezza ragione.

Nuove tonalità
par nutrire il verde
preso sotto
dal primaverile rovescio.
Ma della rosa magnolia
ancor si può vedere
l’ultima sua foglia;
e nell’aria della brezza
l’estatico profumo,
delle rose, del gelsomino
e del più dolce caprifoglio.

Un brivido porta
lungo le schiene
degli astanti
la pioggia in Giugno;
vero però che ha
il suo movente
perché sia infine
più caldo e infiammato
dei morosi l’abbraccio.

Brezza di Giugno
in attesa che a ciel sereno
alte in cielo brillino le stelle,
e sul letto del mare la luna
per far l’amore
ora dopo ora.

l’ombrello

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Stamani come ormai da tempo pioveva, pioveva sulle foglie tenerissime e nuove del gelsomino e del pitosforo; fortissimo il profumo, in questi giorni bagnati c’è un’esplosione di vita in giardino. Le rose in abbondante quantità, colorate e bellissime… maggio è un mese pregno di vita, mi piace l’odore delicato delle siepi dei giardini mi inebria..
Verso le ore 9,30 ho smarrito il mio ombrellino. Era pieghevole, di quelli piccolini che stanno in borsa, carino per il suo colore rosa.
Forse se avessi portato con me il vecchio ombrello di mia mamma, pieno di ammaccature e di ruggine non l’avrei perso.
Adoro quell’ombrello, ha acquisito per me negli anni attaccamento e fantasie; è tutto fiorito di corolle bianche e blu; quando mi veniva a prendere da scuola e pioveva lo portava sempre, era tanto grande che sembrava una capanna, d’estate poi  mi proteggeva dai raggi del cortile assolato! Ma ora sta a casa nel portaombrelli tutto disoccupato… peccato.
Vorrei fare un pisolino e risvegliarmi in un assolato e caldo pomeriggio d’estate!

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Happy WeeKend

Auguri, Mamma

Gli antichi greci dedicavano alla mamma una festa che celebravano in onore della dea Rea, la madre di tutti gli dei. I romani festeggiavano la dea Cibele per un’intera settimana. In Italia, la festa della mamma fu celebrata la prima volta nel 1957 da don Otello Migliosi, sacerdote di Tordibetto, un borgo di Assisi. Da allora, la festa della mamma si festeggia la seconda domenica di Maggio.
Buona festa della mamma a tutti!

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di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Vien giù a dirotto la pioggia
soffocando ogni altro rumore,
resiste però sulle tegole
lo scroscio dell’acqua nelle canalette
e uguale resistenza le oppone
il crudo suono delle antenne bagnate.
 
Al giardino volgo lo sguardo,
un esule papavero s’erge bello bello
in mezzo al verde dell’erba bagnata;
così, un po’ malinconica rifletto.
Il sole, il sole solamente vorrei
qui ci fosse, per star con te,
per veder il sorriso tuo fiorire
mentre il gelato lecchi piano
e le vetrine del centro città
le osservi, sì, di sguincio però.

Con dolcezza mi hai cresciuta,
gli occhi mi hai aperto
sempre cogliendo semplici esempi
di sacrifici e dedizione; e gli zingari
delle mie fantasie hai scacciato,
e le paure, pure quelle, le hai sbriciolate
sotto il crepitante sole del tuo amore.

I figli tuoi, il babbo, noi il tuo tutto.

Le fiabe che da piccola mi raccontavi
erano treni per chissà dove, grilli e aerei invisibili,
ma anche streghe inquiete anguille e serpentelli,
e tutti mi portavano via il respiro.

E’ per noi ogni tua energia,
un pettine ruggente,
diga d’amore e protezione.
Estatica nella tua sublimità
ti ammiro; queste mie minime parole,
con immensa cura, metto ora qui in riga.

Ti voglio bene, Mamma.

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Il Ponte

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Nitida la fascia blu del mare, intravista dalla piazza. Un bell’azzurro luccicante, viene su dal mare.
Viareggio… Luce nitida che nutre i dettagli delle cose, delle colline di Bargecchia piene di oliveti dove abitano i miei zii. Nutrirsi della bellezza della natura fa bene, colori sgargianti e allo stesso tempo morbidi e dolci: rosa, bianco, azzurrino, lillà sono le nuove tonalità della primavera, luce che dagli occhi arriva al cuore.. strana sensazione di perfezione e di bellezza!
Mi siedo, assaporiamo un enorme gelato e mi sento felice nel soddisfare la mia golosità
e nel contemplare tutta questa meraviglia!

Migliore Amico

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Credo in te amico,
credo nel tuo sorriso
finestra aperta del tuo essere.

Credo nel tuo sguardo,
specchio della tua onestà
credo nella tua mano,
sempre tesa per dare.

Credo nel tuo abbraccio
accoglienza sincera del tuo cuore
Credo nella tua parola,
espressione di quel che ami e speri.

Credo in te, amico,
così semplicemente
nell’eloquenza del silenzio.

L’Amore

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L’Amore?
Ha occhi per vedere la miseria,
orecchie per udire sospiri e sofferenze,
mani per aiutare gli altri,
voce per consolare i malati e i bisognosi.
Questo è ciò a cui assomiglia l’Amore.

Sognatrice

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   ..

.

Sognatrice
Chissà perché mi chiamano così
forse perché sono sempre distratta
forse perché mi immergo
in mondi lontani e fantastici
forse perché la fantasia mi
porta via, come un vortice
mi rapisce,non lo può fare
chi non capisce.
Una mia amica un giorno
mi chiamò così
ed allora mi è rimasta
questa fantastica idea
che si è aperta come
un orchidea,
è rimasta dalla sua matrice
ed è per  questo che mi chiamano
sognatrice

..ognuno di noi ha bisogno di sogni per vivere..

Buona Pasquetta

romanticavany230189di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Quante le parole cattive
in bocca ai prepotenti;
e quanti comizi
a ogni ora del giorno
nei giorni di festa e no
per dir male di Dio sempre:
gliene frega niente a loro
che tu abbia fede o no,
per certuni l’importante
è che la bestemmia urlata
si faccia strada di casa
in casa.

Con che faccia
davvero non so,
ma assicurano
che la gente lavora,
che si dà un gran daffare;
e allora perché
non trionfa la Pace,
perché in ogni angolo
di questo mondo creato
sempre si leva la spada
sul capo del più debole?

Così urgente è il bisogno
che il Verbo sia dai Muti
presto chiamato,
e che la Casa degl’Infelici
rifulga di Luce
senza che maligne ombre
artiglino dell’anima le pareti.

La tua pietà e bontà,
buon Gesù risorto,
portala tu
a chi cuore non ha,
a chi sofferente,
a chi nel buio
dell’abbandono dispera.

Nel terso cielo
tra Messico e nuvole
scuotono le ali le colombe
sugl’ulivi dimenticati
– abbandonati –
annunciando Cristo risorto.

E in città e periferia
squillano le campane
perché finalmente sia
nel cuore di tutti noi
un po’ di quell’umanità
che fu di Gesù
la più grande sua virtù.

romanticavany230189b

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