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Buon Ferragosto

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

In un cielo di stelle colmo
la Luna piena occhieggia fortuna:
par quasi ritragga il volto tuo amato.

Prepotente risacca risale dal mare,
tu solo sei l’uomo da baciare.

Vero è che in questo silenzio
che tutto avvolge e travolge
i nostri cuori solamente
all’unisono battono seguendo
dell’onda il ritmo incessante.

Cercammo e cercammo a lungo
la notte con le sue tante stelle;
e infine ne avemmo piene le tasche,
in un angolo ai più sconosciuto
ci riparammo per amoreggiare
e di tanto in tanto un poco riposare.
Ma fulmineo risveglio di luce ci colse
e una sirena i nostri sogni sfiorò
al nostro orecchio recando le nenie
che sulla spiaggia le onde abbandonano;
e subito fu pioggia di frammenti di stelle
che sulle nostre nude anime l’oro recò.

Buon ferragosto cantarono in coro
lucciole e grilli facendo i capricci
per regalarci ore infuocate, tuffi di stelle
e fioriture leggere di favole d’amore.

Cantami, o mare!

Nell’azzurro cielo
piano planano i gabbiani
le bianche ali svelando
sul blu del mar profondo.

E su le ali del vento
leggera una musica
dell’onde cerca l’eco
per infine carezzare
dell’alma la spiaggia.

E da le fedi in trasparenza,
in coscienza, così assicuro,
par quasi che dall’imo loro
s’involi della salsedine
l’odore buono.

Scopro così le persone,
le lor sincere dedizioni
che, al di là del codice
del dovere, liete dimorano
l’esistenza di ciascun di noi
nobilitando.

E con del cor mio il favore
anco svelo a te dedicati
slanci d’incontrastato amore.

Cercarti, guardarti
e con te lontano fuggire
senza appartenerti;
e d’amor morire
senza mai toccarci,
così sino al tramonto,
al rintocco della mezzanotte
per nostro maggior piacere.

Ma ora cantami, o Mare,
la favola antica che tu sol sai
dove a vincer sono i buoni
e i cattivi mai.

di Romantica Vany & King Lear

Desiderio d’oblio

Fibrilla la sera di magie occorse
nelle spigolature d’un dì d’estate,
mentre in piscina il caldo affogo
ascoltando le voci all’unisono
del mietitrebbia nei campi a trebbiare
e delle rane negli stagni a gracidare.

Tiepida evasione, oblio
per quando nel buio cala il cielo
solo in parte screziato
da uno spicchio di luna, dai falò
sulle colline d’attorno accesi
da chissà chi. Si profila così
tra ombre e vuoto un corpo
di pensieri d’amore che un poco
l’anima indifesa spaventa.

E l’imbarazzo presto si presenta
le gote colorando d’un rosso acceso;
e veloce all’orecchio mi sussurra
che ama chi sa amare
e non chi le cervella si spreme
perché dalla sua sia la speme
or per l’una or per l’altra donzella.

Desiderio d’oblio infine
fra la tensione e l’avversione
di cogliere con sguardo quasi spento
un po’ qua e un po’ là
bruti accadimenti e slealtà maggiori.
Così nelle vene trova infine
il suo corso il tosco dell’oblio;
ed io sol più agogno un ciel sereno
vuoto di nuvole di cotidiane meschinità,
un cielo perfetto e miope.

di Romantica Vany & Giuseppe Iannozzi

Pensieri soavi

Biscottate nuance sul grano;
leggera sussurra la brezza
mentre felice sguazza
un passerotto nella piattino d’acqua
del micio mio;
macchie di gerani colorano
invece il mio altrimenti vuoto
balcone.

Stanno nell’orto dabbasso
ciliegie grosse e rosse,
belle dolci, carnali quasi;
e tra spine ed ellera
s’arrampicano le rose
lungo tutto il pergolato.

Pensieri soavi,
dolce si riscopre la natura
nei momenti di pace
quando finalmente zittita
è del terremoto la furia.

Sol navighiamo in un’immensità
di fluttuanti incertezze in coda
a ogni dì che all’alba si sporge.

Ed eccomi così qui,
tra mille fili d’erba distesa,
a occhi chiusi
a sognar di te al di là
dei miei orizzonti.
Ma caldo l’abbraccio del sole
sul fruscio lieve delle parole
dal vento pettinate
e che i capelli mi sfiorano;
il cor mio è presto rapito
da mille emozioni, e dentro
ai pensieri miei mi perdo:
tu così distante eppur così vicino…
forse sta di casa qui
quella cosa miracolosa
che chiamiamo Felicità.

di Romantica Vany & King Lear

Non torna ciò ch’è stato

Si ribella la terra
sotto l’incessante sferza
d’una pioggia
che vien giù greve;
e forte soffia il vento
movendo mulinelli
levando in aria
foglie e fogli di giornale
bussando alle finestre,
facendo tremare i solitari
battenti delle imposte.

Ogni discorso tra me
e te resta in sospeso:
dalla paura oppressa
non riesco a dire
quello ch’eppur vorrei
in chiaro saper dire.

Si commuove l’occhio
per ciò che vede,
non vuol però che sentirne
l’orecchio d’udire
dell’intorno i sordi rumori.

Non torna ciò ch’è stato,
non torna più,
per sempre sepolto
sotto colline di macerie;
ogni cosa sarà ricostruita
nuova ma diversa,
e non uno oggi
che possa prevedere
se migliore o peggiore.
Cambiano le ere
che un poco cambiano
pure noi; solo i vecchi
saranno sempre più in là
col tempo
e noi la loro forza,
i loro angeli.

di Romantica Vany & Iannozzi Giuseppe

Eri tu

Hai puntato questa mattina
l’arma alla tenera mia gola
adoprando tono secco
di colpo di pistola
che m’ha fatto presto sbiancare.
I miei pochi spicci volevi
dal borsellino mio portar via,
proprio come volgare ladro.

Traendo fuori dai più profondi
precordi del core il coraggio,
con rabbia ti ho sputato in faccia
una lacrima di bambina.
Ma subito tu m’hai colpito
nell’ingenuità inventandoti
di sana pianta che con cinque euro
avresti potuto tirar a campare
per una settimana intera.
Ed è stato in quel momento
che ho pensato che la gente muore
senza quasi mai sapere il perché:
forse perché la vita gli dice contro
quando al mattino il volto s’insapona
serrando forte, troppo forte gl’occhi.

Rimestando questo e altri pensieri
l’occhio ho gettato sulle tue Nike,
così ti ho riconosciuto, eri proprio tu!
Proprio tu, l’orso a me tanto caro
che a capofitto sul palco si getta
senza pensare, sempre pensando però
di calarsi nella parte del cattivo ragazzo,
del pazzo a tutti i costi! E allora infine
la maschera l’hai fatta volar via
rivelandoti per quel che sei,
timido e impacciato, vergognoso
e persino in volto tanto tanto rosso.

Ti conosco e ben so che di te,
buffo orso, mi posso fidare
perché ho scoperto
che se solo sul serio lo volessi
da te, a mani piene,
tanto assai ti potrei io rubare.

di Romantica Vany & King Lear

Il Sole sull’Acqua

Stille di stelle
piovon giù sul tappeto
dei sogni miei e tuoi.
Su paralleli
ma interrotti binari
s’arrestano i pensieri;
ma in cerchio
s’incontrano gli astri
producendo
lampi e zigzaganti saette,
s’allontanano poi
per subito tornare
in fiammanti emozioni
che l’anima scuotono
come se tempo e spazio
mai avessero avuto corso.

Se solo non fossi
così distante!
In riva al lago allor siedo
l’incanto dei riflessi
del sole sull’acqua
cogliendo uno a uno.

E nell’ombra
i tuoi pensieri seguo seguendo
del mio cuore i battiti.
Scioglie la neve
e le tempeste tutte dissolve
il tuo acceso cuore.
Sei però buffo e un po’ goffo
e un po’ fesso anche;
e non capisco bene mai
se sei tu tutto o niente.
Poeta, esteta o cometa?

Nell’azzurro lassù
una foglia è volata
una rondine incontrando;
e sempre insieme s’accompagnano
con un pizzico di pazzia
sfidando del cielo l’altezza
nell’infinito disegnando
le mille e più emozioni
che nei nostri cuori fan capolino.

di Romantica Vany & King Lear

L♥VE

Sfiora le guance la primavera
con un’ambigua carezza
che dalle tue dita da pianista
par esser stata strappata:
tocchi leggeri a lungo attesi
eppur sì tanto temuti.

Un giardino fiorito questa vita
se son con te
stretta a te, sempre con te.
Ma paura presto si fa
di fronte a me, ne gl’occhi miei
che si perdono dietro al sonno:
su di me le tue pupille
pronte a scagliar faville
dentro al firmamento
degl’innocenti sogni miei.

Infinito cielo questa musica:
mai può esser silenzio
nel mio cuore che batte…
che segue un battito agitato
che nulla ha del tempo
che fugge.

Eterno giardino il viverti accanto,
così io piccolo fiore, tu forse il profumo
che stordisce prima dell’amore.

Di Romantica Vany & King Lear

Buona Pasqua!

Occhi di lacrime lucidi
chiari incontrando del Cristo
la risorta luce; e aperta fede
perché l’anima del figlio di Dio
nella nostra infine s’incontri
suggerendo a noi quelle parole
che del Paradiso a tanti giusti
han prestato le chiavi.

Non siano antiche ruggini e rancori
a dominar questo giorno di pace:
lo dicono in tanti, “Cristo risorto”.
Tu, forse, puoi non credere che sia
ma sarai d’accordo con me
che la vita ha un sapore più genuino
quando la mano stringe altra mano.

Dai campanili le campane
bronzeo suono battono e ribattono,
gioioso perché a nessuno sia ignoto.

D’attorno gl’alberi mettono le foglie
e i fiori di tutti i colori sbocciano,
e i passerotti l’immensità del cielo sfidano
con un semplice sventolio d’ali e piume:
intrepido e tepido l’amor si fa strada
con un fischio intorno a sé richiamando
donne e uomini di buona volontà.

Gesù è risorto.
Tu puoi crederci o no,
ma nel nome dell’amore,
della pace che noi vogliamo,
nell’amore lui è risorto
per te e per me,
per portare un po’ d’amore
anche nel tuo cuore.

 di Romantica Vany & King Lear

La domenica delle Palme

Ha verde veste di vento cucita
tutta di teneri fiori fiorita:
delicato il profumo di mille viole
si spande d’attorno,
e da un pino un usignolo canta
mentre più umili creature,
rane e piccoli rospi,
sulla riva dello stagno
nell’acqua pian piano
scivolano.

Nella Domenica delle Palme
rami d’ulivo in chiesa accatastati.
“Povero Gesù!”, Giuda lamentava,
ma nel crepuscolo dei folti baffi
e dei lunghi capelli incolti
il disgraziato cuore se la rideva
per la caduta del buon Maestro.
Già nello spazio dell’Ultima Cena
per trenta vili soldi lo tradiva
le monete contando una a una
con legnosa attenzione
su una povera panca assiso.

Con su una corona di spine
alto e fiero sul suo cavallo Gesù
il dolore stornava un sorriso donando
a chi, in mezzo all’aizzata folla,
a mani nude pietre addosso gli scagliava
perché fosse infine redento il peccatore
che nell’anima d’ogni uomo si cela.
“Ecco, me ne lavo le mani”,
Ponzio Pilato recitava ignorando
di Maria e delle donne a lei accanto
il pianto.

Gentilezze quasi mai dalla gente,
eppur dal mio cuore la preghiera
per l’immagine buona del Santo
con forte commozione si diparte
in questa settimana di passione.

di Romantica Vany & King Lear

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